Ogni tanto anche dall’economia arriva qualche buona notizia… Il settore vinicolo ha raggiunto nel 2012 il valore record di 8,9 miliardi di euro – più 5% rispetto all’anno passato. Un risultato ancora più straordinario se si pensa alla crisi dei consumi interni. E’ il frutto della capacità di innovazione degli imprenditori del settore che ha permesso di conquistare nuovi mercati.

i dati sono emersi da un’analisi della Coldiretti. Quali sono le innovazioni di cui scrivevo poco sopra? Dal vino invecchiato negli abissi marini o ghiacciai, al vino dei celti a quello dietetico, allo spumenate con la polvere d’oro – e la lista potrebbe continuare ancora…

Secondo il Presidente della Coldiretti Sergio Marini questi ”esempi di successo” rappresentano modi per “valorizzare la distintività del prodotto e il legame con il territorio e la cultura locale”. Questi esempi “possono essere i precursori di un nuovo modello di sviluppo per il Paese le cui radici affondino nella riconoscibilità territoriale, in processi produttivi sostenibili, in modelli aziendali a misura d’uomo, in parametri di qualità e genuinità assoluti”.

Dal settore sono nate nuove possibilità di lavoro per 1.250.000 italiani nell’anno passato (+3% rispetto al 2011). Più della metà – il 55% – dei lavori creati nel settore sono il frutto di vini Doc e Docg, che nel 2012 hanno raggiunto il fatturato di 2,086 miliardi – più 8%. E’ stato un ottimo investimento chi si è comprato nel 1967 – il consozio di tutela è nato in quell’anno – un ettaro di vigneto di Brunello. Dai 15.537 euro di allora si è passati agli attuali 380.000 euro – per una moltiplicazione del valore di circa 25 volte.

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