L’introduzione dell’Imu, gli aumenti dell’Iva, delle accise sui carburanti e dell’addizionale Irpef regionale hanno fatto registrare un ulteriore aumento del peso delle tasse sulle famiglie italiane, con incrementi che quest’anno potranno raggiungere anche 726 euro. Le analisi del centro studi della Cgia di Mestre sull’aggravio che le novità introdotte in campo fiscale dal governo Berlusconi, prima, e dall’esecutivo Monti, poi, hanno quest’anno sul bilancio delle famiglie portano ad una netta conclusione: siamo di fronte ad una vera “stangata che, in un momento come questo, rischia di mettere in ginocchio soprattutto il ceto medio”.
L’associazione mestrina ha simulato l’applicazione delle novità in campo fiscale sul bilancio di tre diverse tipologie di famiglie, giovane senza familiari a carico, coppia con un figlio e coppia con due figli, arrivando a stimare aumenti dai 405 ai 726 euro. In particolare, per un operaio senza familiari a carico con un reddito di poco inferiore a 20mila euro l’anno e un’abitazione di 60 metri quadrati l’aumento del prelievo fiscale ammonta a 405 euro, somma che diventerà 460 euro nel 2013 e 477 nel 2014. I rincari maggiori, segnalano dalla Cgia, riguardano l’aumento delle accise e dell’Iva sui carburanti, +199 euro, e l’introduzione dell’Imu sulla prima casa, +120 euro.
Per Giuseppe Bortolussi, segretario dell’associazione, “le famiglie, per far fronte alle scadenze fiscali sempre più pesanti, non spendono più e i consumi sono scesi ai minimi storici. Questa situazione sta spingendo verso la chiusura centinaia e centinaia di migliaia di commercianti ed artigiani che si trovano gli scaffali pieni di merci e di prodotti, ma senza nessuno che entri nei loro negozi. Solo lasciando più soldi in tasca a lavoratori dipendenti e pensionati abbiamo forse la possibilità di invertire questa tendenza”.

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