Sono circa 2,5 milioni le famiglie italiane ad aver venduto oro e altri oggetti preziosi nell’ultimo anno. 300mila hanno ceduto mobili e opere d’arte. Tra le strategie adottate per affrontare la crisi il 46° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese evidenzia un fenomeno sempre più crescente nel Belpaese: la vendita del patrimonio familiare, ormai dimezzatosi in due anni. Se nella prima metà del 2012, leggiamo nel capitolo “I soggetti economici dello sviluppo”, l’83% delle famiglie italiane ha riorganizzato la spesa alimentare inseguendo le offerte e spostando l’attenzione verso prodotti meno costosi, il 66% ha limitato gli spostamenti in auto o moto per risparmiare sulla benzina, il 42% ha rinunciato a un viaggio, il 40% all’acquisto di abbigliamento o calzature, il 38% a pranzi e cene fuori. Gli italiani che preparano regolarmente cibi in casa, pane, conserve e gelati, sono diventati 11 milioni e sono circa 2,7 milioni coloro che hanno scelto di coltivare in proprio ortaggi e verdura. Il 2,5% delle famiglie, ancora, ha messo in circolazione il proprio patrimonio immobiliare affittando o trasformando in bed & breakfast gli appartamenti posseduti ed inutilizzati nelle grandi città. Ma tutto ciò non è stato sufficiente per fronteggiare quella che il Centro studi investimenti sociali reputa una vera “lotta alla sopravvivenza”: “a metà del 2012, il 10% delle famiglie ha venduto oro o altri oggetti preziosi per ottenere liquidità, il 3% ha venduto un immobile senza acquistarne un altro per disporre di denaro contante, l’1% ha venduto mobili di famiglia”.
“Nei primi sei mesi del 2012 – rileva il Rapporto – il 18% delle famiglie non è riuscito a coprire tutte le spese con il reddito accumulato nel medesimo periodo. Si tratta di circa 4,5 milioni di famiglie che per il momento non hanno mostrato capacità di risparmio e che nella maggior parte dei casi (52%) hanno dovuto intaccare quelli preesistenti”.