A febbraio 2013 secondo i dati forniti dall’Istat, l’indice destagionalizzato, ovvero quello in cui eliminate le oscillazioni periodiche (fluttuazioni stagionali) a breve termine, della produzione industriale (foto by infophotoè diminuito dello 0,8% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice ha registrato una flessione dello 0,9% rispetto al trimestre precedente (settembre-novembre).

Corretto per gli effetti di calendario (febbraio quest’anno aveva 28 giorni), a febbraio 2013 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 3,8% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di febbraio 2012). Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è scesa del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a febbraio 2013, una crescita rispetto a febbraio 2012 per il solo comparto dei beni di consumo (+1,0%); significative flessioni si rilevano invece per i beni strumentali (-9,4%) e l’energia (-8,9%), mentre segnano un calo più contenuto i beni intermedi (-2,6%).

Nel confronto con lo stesso periodo del 2012, a febbraio 2013 i settori caratterizzati dalla crescita più accentuata sono quelli delle industrie alimentari, bevande, tabacco (+3,5%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+3,1%) e della fabbricazione di prodotti chimici (+2,5%).

Il settore che, in termini tendenziali, registra in febbraio la più ampia variazione negativa è quello della fabbricazione di mezzi di trasporto (-16,1%).

Le parole del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “Siamo a tempo scaduto, un governo non serve subito serve subitissimo perché l’economia reale ha un andamento tale che se non si interviene subito non ci può essere ripresa