Il 2013 per la Bce sarà l’anno record della disoccupazione in Italia, ma i dati Istat dell’ultimo trimestre hanno evidenziato già una serie di primati negativi che costringeranno ad una revisione ancora al ribasso delle aspettative, già nere, per il prossimo anno. Se la disoccupazione ha fatto registrare il dato record dell’11,1%, +2,3% rispetto allo scorso anno, anche il numero dei precari e quello degli scoraggiati, coloro cioè che non cercano nemmeno più un lavoro, hanno raggiunto cifre mai toccate dal nostro Paese.

Precari e scoraggiati. I lavoratori a tempo determinato nel terzo trimestre 2012 sono arrivati a quota 2 milioni e 477mila unità, quasi equamente distribuiti tra uomini e donne, un milione e 360mila con meno di 34 anni (+3% su base annua) e un milione e 87mila over 34 (+4,1%), segno quest’ultimo di quanto sia diventata complessa ed incerta la trasformazione dell’impiego in assunzione a tempo indeterminato e l’uscita dal mondo della precarietà del lavoratore dipendente. Lo stesso trend ha segnato, però, il numero degli scoraggiati, vale a dire di coloro che rinunciano a cercare un lavoro perché convinti ormai di non riuscirci. Costoro, nel terzo trimestre, sono diventati un milione e 596mila, il dato più alto dall’inizio delle serie storiche Istat (terzo trimestre 2004). Pur se fuori dalle stime sulla disoccupazione, la cifra non può che preoccupare e rendere ancor più evidente l’attuale stato dell’economia e del mercato del lavoro.

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