Per la prima volta da maggio 2011 la disoccupazione media dell’Eurozona è rimasta stabile per due mesi consecutivi.
È quanto si apprende dai dati pubblicati martedì scorso dalla stessa organizzazione internazionale relativi a dicembre 2012, quando il dato medio rilevato nei 30 Paesi membri si è attestato all’8%, identico livello del mese precedente.
Restringendo l’osservazione alla sola Unione monetaria, inoltre, il tasso di disoccupazione medio rilevato, 11,7%, ha fatto segnare una dinamica stabile per due mesi consecutivi: cosa che non accadeva dal lontano maggio 2011.
In termini numerici stiamo parlando, però, di cifre davvero impressionanti: a dicembre i senza lavoro erano 48,2 milioni, ben 13,5 milioni in più rispetto al luglio del 2008.

Tonfo dei consumi in Italia. Se i Paesi dell’area Ocse hanno fatto rilevare nel 3° trimestre 2012 una leggera crescita grazie ad una ripresa dei consumi, la causa principale della recessione economica rilevata per l’Italia nello stesso periodo è stata proprio la contrazione di questi. È quanto emerge dall’analisi periodica delle componenti del Pil pubblicata sempre martedì dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il Pil dei Paesi Osce nel periodo luglio-settembre 2012 è cresciuto dello 0,3%: l’apporto dei consumi privati è stato dello 0,2%, quello della pubblica amministrazione dello 0,1%, nulle le variazioni delle esportazioni e negativo il contributo degli investimenti (-0,1%), compensato dal +0,1% della variazione delle scorte.
In Italia, invece, nel terzo trimestre 2012 il Pil è calato dello 0,2%, con i consumi privati crollati dello 0,6%, il dato negativo più netto tra le nazioni osservate. Negativi, però, anche gli apporti dei consumi della pubblica amministrazione (-0,1%) e degli investimenti, -0,3%: gli unici contributi positivi sono stati quelli delle esportazioni, +0,6%, e delle scorte, +0,2%.