Dati impressionanti ma, purtroppo, attesi. Così Comitas, l’associazione delle microimprese italiane, commenta i numeri sulle imprese morte diffusi da Rete Imprese Italia: 100 mila imprese chiuse nel 2012, consumi ai livelli del 1998, redditi addirittura paragonabili a quelli del 1986.

“I dati confermano in pieno le nostre previsioni, e gettano ombre oscure su un 2013 che, per le piccole imprese, non promette nulla di buono – prosegue Comitas – In base alle nostre stime, attualmente 150mila microimprese italiane appaiono “in coma”, ossia sono pericolosamente vicine al fallimento. La metà di tutte le piccole attività esistenti sul territorio non registra crescita, e a soffrire di più sono quelle aziende che hanno tra i 6 e i 15 dipendenti”. 

“Siamo alla resa dei conti e il 2013 si annuncia davvero oscuro per le piccole imprese italiane che hanno consumato riserve e margini accumulati in anni di sacrifici, e non sono più in grado di affrontare la crisi e la caduta dei consumi – conclude Comitas – La ripresa e lo sviluppo non possono ignorare questa importante realtà, mentre la politica e le istituzioni devono fare di tutto per evitare il fallimento di centinaia di migliaia di attività, che equivarrebbe a gettare benzina sul fuoco della crisi economica italiana”.