Carlo Bastanin ha pubblicato un articolo sul Sole 24 Ore in cui sostiene che tutta l’Europa, area “non-euro” inclusa si sta avviando verso un decennio di crescita minima. Il problema è legato alla politica economica adottata da alcuni governi. 

Se la politica adotta degli strumenti che proteggono la finanza attraverso programmi di austerity sempre più stringenti, la crescita non può decollare e non può nemmeno riprendersi. I mercati finanziari, tra l’altro sono sempre sotto scacco.

Il rischio che non entri in vigore il Fiscal Compact mette tutti in crisi il mondo finanziario. Se la minaccia diventasse realtà, infatti, non ci sarebbe più l’integrazione economica europea data dal debito pubblico e dalla finanza. E gli speculatori? Non avrebbero più la materia d’investimento.

La necessità economica del momento, quindi, è di proteggere l’economia reale, e per farlo occorre difendersi dalle aggressioni finanziarie, tra cui, sicuramente, rientra anche la corruzione dei politici e l’introduzione di tasse insostenibili.

Il Fiscal Compact ma anche l’ESM, invece, rappresentano delle misure che nella gestione del debito colpiscono principalmente i cittadini ma lasciano “all’oscuro della crisi” coloro che sono identificati con la casta della finanza.

La cosiddetta guerra del debito si gioca proprio qui, nella scelta dei governi di accettare o respingere degli strumenti che non fanno altro che alimentare la speculazione.