La fine della morsa recessiova si avvicina. A prevederlo è il Centro Studi Confindustria (CSC). “L’economia italiana sta toccando il fondo della dura recessione e si delineano i presupposti di un rimbalzo che può dare avvio alla ripresa”, rimarca la consueta analisi mensile curata dal CSC puntualizzando che stanno venendo meno le tre cause del regresso: credit crunch, iper-restrizione dei bilanci pubblici e frenata della domanda globale.
Il Centro Studi Confindustria sottolinea come la sfiducia ha compresso la domanda interna ben oltre quanto giustificato dalla situazione oggettiva dei bilanci familiari e aziendali, con gli acquisti di beni durevoli scesi molto più del reddito reale disponibile, gli investimenti sono ai minimi storici in rapporto al PIL e le scorte scese a livelli bassissime.

Per ripartenza economia serve che da elezioni esca una maggioranza solida
Non manca un accenno alle prossime elezioni del 24.25 febbraio. “Basilare per la ripartenza è che si sollevi la cappa di paura creata dalla situazione politica interna – rimarca la nota di Confindustria – perciò è cruciale che l’esito delle imminenti elezioni dia al Paese una maggioranza solida, che abbia come priorità le riforme e la crescita, fornendo così un quadro chiaro che infonda fiducia nel futuro e orienti favorevolmente verso la spesa le decisioni di consumatori e imprenditori”. le prospettive dovrebbero mantenersi difficili invece per le costruzioni, “per le quali vanno prese misure specifiche”.

Gli esperti di viale dell’Astronomia nell’immediato vedono prospettive ancora incerte con l’attività industriale in lieve salita a dicembre (+0,4% rispetto al mese precedente) che porterà il Paese a chiudere l’ultimo trimestre dell’anno con un calo del 2,1% e l’intero 2012 con un -6,2%. Dinamica che secondo il Centro Studi di Confindustria porterà a un finale di 2012 con Pil in contrazione dello 0,6% su base trimestrale dopo il -0,2% precedente.