Rubinetti chiusi per il credito alle imprese. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che evidenzia come l’anno che sta per concludersi sia stato pesantissimo per il tessuto industriale con i prestiti alle imprese sono crollati di 38,6 miliardi di euro e le sofferenze aumentate di oltre 14 miliardi.
Nonostante il numero dei fallimenti sia rimasto praticamente stabile, la situazione finanziaria, invece, è  peggiorata drammaticamente. Il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, rimarca come con la contrazione degli ordinativi, l’aumento dei tempi di pagamento e del carico fiscale, le imprese sono ormai allo stremo. “Se si aggiunge la stretta creditizia in atto e la crescente difficoltà a restituire i prestiti ricevuti – aggiunge Bortolussi – mi sorprende che il numero dei fallimenti non sia esploso. Sicuramente molte rimangono ancora in piedi perché stanno tagliando sul personale, mentre altre stanno raccogliendo le ultime forze rimaste, facendo ricorso al capitale familiare”.

Prestiti in calo del 3,8% in un anno, fallimenti in aumento seppur lieve
Tra l’ottobre di quest’anno e lo stesso mese del 2011 i prestiti alle imprese sono crollati del 3,8% (pari a -38,6 miliardi di euro). Ad ottobre 2012 gli impieghi erogati alle società non finanziarie e alle famiglie produttrici ammontano a 968,7 miliardi di euro.  Sempre tra l’ottobre di quest’anno e lo stesso mese del 2011 la mancata restituzione dei prestiti erogati dalle banche è aumentata di 14,1 miliardi di euro (+18,3%). Attualmente, l’ammontare dell’insoluto tocca i 91,2 miliardi di euro, cifra che, purtroppo, sembra destinata a salire. Nei primi nove mesi di quest’anno, il numero delle imprese che hanno chiuso per fallimento ha raggiunto quota 8.718. Rispetto allo stesso periodo del 2011, il numero è aumentato di sole 114 unità (+1,3%).