L’incertezza politica pesa soltanto sulla borsa Italia che crollando si è portata dietro le altre piazze europee preoccupate dal fatto che anche ad Atene tutto è cominciato in questo modo.Il pericolo di contagio sembra reale ma se ne accorgono soltanto i mercati europei. Le votazioni di ieri sul rendiconto dello stato che hanno aperto la crisi politica dell’Esecutivo Berlusconi, infatti, sono state viste positivamente dai mercati esteri.

Tokyo e New York, in vista delle dimissioni del Premier italiano, chiudono positivamente la giornata di contrattazioni. Per lo meno per gli stock asiatici, è la prima seduta positiva dopo tre giorni. Il Nikkei guadagna l’1,15%.

Hong Kong guadagna l’1,71 per cento e anche a Shangai si registra un incremento nonostante l’aumento sia debole e allo 0,84%. Idem Seul e Mumbai dove gli indici di riferimento guadagnano rispettivamente lo 0,84 e lo 0,23 per cento.

Parte del “successo” delle borse del Sol Levante si deve anche ai risultati positivi dei mercati statunitensi dove il Dow Jones chiude con un +0,84%, lo Standard&Poor’s fa registrare il +1,12 per cento e il Nasdaq si attesta sul +1,2%.

Per effetto del rialzo dell’euro, però, il dollaro perde quota. La rivalutazione della moneta comunitaria è trainata dall’annuncio delle possibili dimissioni di Berlusconi.