Le banche in crisi tagliano i posti di lavoro. Un’indagine della Bloomberg rivela la crisi del sistema creditizio dove le prime 50 banche del mondo si apprestano ad operare degli importanti tagli del personale.

Soltanto in estate sono previsti circa 60 mila licenziamenti, vediamo insieme i dettagli di questa crisi.

Il motivo dei tagli del personale, neanche a dirlo, nasce dalla volontà di ridurre le spese.

La prima banca, cioè quella che ha messo alla porta il maggior numero di dipendenti, è la Bank of America che ha licenziato 10 mila dipendenti e chiuso 750 filiali.

Dopo la Bank of America, bisogna assolutamente parlare della situazione dell‘istituto di credito svizzero Ubs che aveva già annunciato i tagli. Oggi la riduzione del personale si quantifica con 3500 posti di lavoro in meno.

Ubs stima tagli alla spesa pari a 2 miliardi di franchi svizzeri e coinvolgerà sia i dipendenti sia il personale in scadenza di contratto.

In Svizzera però, ad aprire le danze era stata la Credit Suisse che a luglio aveva parlato di 2 mila posti di lavoro tagliati nelle filiali sparse per il mondo.

L’agenzia Bloomberg quindi tira le somme: entro fine agosto le prime 50 banche del mondo licenzieranno 60 mila persone.

Un intervento che si profila come il più drastico dalla crisi del 2008.