Il taglio del personale deciso da Ubi Banca sul territorio italiano, non è un unicum nel senso che secondo una mappa elaborata dal Sole 24 Ore, sarebbero a rischio anche altre risorse che lavorano nel settore creditizio.

Non è solo questione di credit crunch, ma di fatto sono tanti gli istituti di credito che pensano seriamente alla ristrutturazione interna. In teoria devo ricapitalizzare i loro fondi, nella pratica hanno intenzione di farlo tagliando i costi del personale.

Non un piano di rilancio economico che preveda mutui e prestiti a tassi competitivi ma riduzione dei posti di lavoro. Una scelta di cui soltanto i posteri potranno valutare la lungimiranza. Per il momento si sa che Ubi Banca chiuderà 44 sportelli e ne trasformerà 78 con licenziamenti per 1500 persone.

Per Intesa Sanpaolo si parla di riduzione dei costi di lavoro, tramite gli strumenti di legge, al fine di ottenere risparmi per 250 milioni di euro.

Il piano di razionalizzazione definito da Unicredit, ha individuato circa 1800 persone bloccate dalla riforma Fornero, mentre Monte dei Paschi sostiene di avere circa 4600 esuberi e quindi di essere pronta a chiudere ben 400 filiali sul territorio italiano.

Non se la passano bene nemmeno la Popolare di Milano e la Popolare di Bari che manderanno a casa rispettivamente 800 e 250 impiegati. Per la mappa completa, ecco il link del Sole 24 Ore.