Il mercato dell’auto europeo lo scorso febbraio ha fatto registrare un calo di vendite di circa 100mila veicoli rispetto allo stesso periodo 2012: stiamo parlando di un tonfo del 10,2%, che segue quello dell’8,5% di gennaio e fa segnare una riduzione bimestrale pari al 9,3%.
Nei primi due mesi dell’anno l’Europa è arrivata a perdere, dunque, già 180.000 unità rispetto al 2012 e ha registrato, fino ad ora, 1.748.071 immatricolazioni.
Le immatricolazioni nei 27 Paesi Ue più quelli Efta, inoltre, hanno fatto rilevare il livello più basso mai raggiunto, con appena 829.359 unità.
La crisi del settore è comunque alquanto generalizzata e non risparmia nemmeno i Paesi di recente motorizzazione: basti pensare che tra gennaio e febbraio soltanto otto mercati su trenta, circa un quarto del mercato globale, hanno visto un segno positivo.

Calo globale. Se in Italia (-17,4%) non sembrano vedersi segni di ripresa, dando un’occhiata alle immatricolazioni è evidente come anche Germania (-10,5%), Francia (-12,1%), Spagna (-9,8%) e resto d’Europa stiano ormai pagando lo scotto della recessione e, quindi, del crollo della domanda di nuove vetture, tenendo ben presente, tuttavia, che il mese di febbraio 2012, riferimento delle rilevazioni Acea (l’associazione dei costruttori di auto presenti in Europa), era ancora un periodo positivo per il settore e per la situazione economica in generale, specie se confrontata con la profonda recessione innescatasi dall’estate dello scorso anno.
Segno più, comunque, solo per pochi mercati, tra cui Estonia, Grecia, Portogallo, Islanda e Regno Unito.
Le associazioni di categoria, sottolineando il ruolo cardine che dovrà avere la politica nello stimolare la fiducia dei consumatori, stimano comunque che nel 2013 ci saranno circa 3 milioni di immatricolazioni.

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