Anche i super ricchi piangono. Con la crisi anche la crescita del numero dei super benestanti ha subito una decelerazione. Nel 2011 sono aumentati solo dello 0,8%, per un totale di 11 milioni in tutto il mondo. Nel 2010 la crescita era stata pari all’8,3%.  La ricchezza investibile dai Paperoni è scesa dell’1,7% a 42.000 miliardi di dollari. Lo spiega la ricerca World Wealth Report 2012, realizzata da Capgemini e Rbc Wealth Management diffusa oggi.

Dove si nascondono i super ricchi

L’Asia-Pacifico, con 3,37 milioni di Paperoni (+1,6%), scavalca per la prima volta l’America del Nord nella classifica dei Paesi con più individui in possesso di un patrimonio investibile pari o superiore a 1 milione di dollari. Usa, Giappone e Germania raccolgono comunque da soli il 53,3% della quota totale di super ricchi. Mentre tra i maggiori Paesi, è il Brasile a registrare la maggior percentuale di crescita di super ricchi, con un aumento del 6,2% rispetto all’anno prima.

L’Italia si è mantenuta in decima posizione, pur registrando un calo dei super ricchi da 170.000 nel 2010 a 168.000 nel 2011. Causa principale di questa riduzione  è, secondo la ricerca, la capitalizzazione del mercato azionario, che ha registrato una contrazione del 25%, oltre che la diminuzione dei risparmi individuali passati dal 16,8% nel 2010 al 16,5% nel 2011 e l’andamento del Pil che nel 2011 si è attestato su una crescita minima dello 0,4%.

Dove investono i super ricchi? Secondo lo studio, arrivato alla sua sedicesima edizione, i super ricchi hanno privilegiato i beni rifugio ed evitato il mercato azionario e delle materie prime. “L’asset più performante è stato quello del reddito fisso, con il prezzo dei buoni del Tesoro Usa a lunga scadenza cha ha toccato i livelli massimi”, si legge nello studio. Gli oggetti di lusso da collezione (automobili di lusso, barche, aerei) rimangono l’investimento primario di questi individui, così come i gioielli, le gemme e gli orologi, che hanno subito un incremento del loro valore nel corso del 2011.