I 300 milioni di euro dell’aumento di capitale Alitalia deliberato nello scorso ottobre sono già quasi andati in fumo – anche perché sono stati destinati in gran parte a pagare i debiti fatti in precedenza (come quelli con Aeroporti di Roma per Fiumicino o con Eni per il carburante). E’ vero ci sono ancora le linee di credito per 200 milioni assicurate da un pool di banche con a capo Intesa Sanpaolo e Unicredit, ma con questi soldi allo stato attuale non si arriverebbe alla prossima estate.

Cosa succederà nel futuro dell’ex-compagnia di bandiera oggi è difficile dirlo. Una possibilità, ventilata anche dalla due diligence richiesta da Poste Italiane è un nuovo aumento di capitale. Ma prima bisogna vedere come andranno le prossime scadenze di Alitalia – e tra gli osservatori interessati c’è ovviamente anche Etihad

Il primo scoglio è rappresentato dal confronto tra vertici e sindacati riguardanti i c’è il confronto con i sindacati per i 1.900 esuberi su circa 13.500 dipendenti del gruppo – risparmio previsto 130 milioni di euro. Per ora su questo tema l’unica notizia è che il sindacato Usb ha indetto uno sciopero generale del settore aereo per la situazione di crisi che colpisce non solo Alitalia, ma anche Meridiana Fly e Blue Panorama.

Il passaggio che però si annuncia più complesso è rappresentato dalle trattative con Etihad, che potrebbe versare nelle casse esangui dell’ex-compagnia di bandiera fino a 300 milioni di euro. Il suo presidente ed amministratore delegato James Hogan ha mandato un messaggio chiaro: “Non siamo qui per fare beneficenza“. E la compagnia aerea araba, oltre a voler vedere i risultati del piano industriale,  ha evidenziato, come Air France, il problema del debito. Alitalia ha debiti per 2,5 miliardi di euro: di questi almeno mezzo miliardo dovrebbe essere ristrutturato

Finora le banche hanno detto picche, ma mi sa che ora qualche pensierino su questo tema lo dovranno fare se non vogliono ritrovarsi con il cerino acceso in mano

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