Alitalia si è presentata alla trattativa con i sindacati chiedendo tagli agli stipendi per circa 54 milioni di euro all’anno. Per far questo è necessario tra le altre cose rinunciare clausola del 93%, negoziata negli ultimi mesi del 2008 quando stava nascendo la Cai privata, in base alla quale gli stipendi nella nuova compagnia non avrebbero potuto essere inferiori al 93% di quelli nella vecchia Alitalia pubblica.

La trattativa si è arenata al primo incontro, perché – io credo per ora – i sindacati non ci vogliono sentire su questo punto, visto che hanno già accettato un accordo che stabilisce cassa integrazione a rotazione e contratti di solidarietà per 2.238 lavoratori. E prima di ingoiare un altro boccone amaro sarà necessario dar loro qualcosa in cambio. Come ha chiesto un sindacato sarà necessario mostrare le carte della trattativa con Etihad per far capire il futuro possibile di un’Alitalia risanata…

Alla fine credo che finiranno per accettare, perché senza tagli è difficile pensare ad un accordo con la compagnia emiratiana, e il vettore italiano continua a perdere molti soldi… Meglio avere uno stipendio che non avere più nulla.

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