La bomba l’ha lanciata  Il Messaggero: i famigerati emiri si sarebbero rivelati un miraggio. E quindi sarebbero evaporati i 500 milioni necessari al rilancio di AlitaliaEtihad non avrebbe intenzione di imbarcarsi in questa avventura perché non avrebbe avuto abbastanza certezze su tre punti: l’impegno delle banche sulla ristrutturazione di una parte del debito, le necessarie garanzie governative su Linate e i collegamenti ad alta velocità tra Fiumicino e Roma, e gli esuberi – circa 3.000 persone.

Nel pomeriggio è arrivata la smentita del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, nel corso del question time al Senato: ”Ci risulta che ieri sera sia arrivata una lettera di Etihad che pone alcune condizioni alle quali gli azionisti di Alitalia devono rispondere“. Cosa sta succedendo? L’impressione netta da osservatore esterno è che ci siano delle resistenze al piano che la compagnia emiratiana ha presentato al governo Renzi e a cui l’esecutivo ha detto sì. Perché? L’unica spiegazione e che chieda ai precedenti azionisti di pagare in buona parte la fallimentare gestione.

Lo dice anche una non meglio precisata fonte citata da più parti: “I problemi riguardano in particolare il passato della compagnia italiana, ossia chi si accolla i pregressi fiscali, legali e finanziari”. Salterà l’accordo? Io credo di no, perché c’è l’interesse a concluderlo da entrambe le parti… E su LeoEconomia vi terremo aggiornati.

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