Carburante fino al 12 ottobre. Poi, se non si trovano i soldi, il rischio che gli aerei di Alitalia restino a terra è molto alto.

Tale è la gravità della situazione della compagnia di bandiera italiana, a cui ormai resta solo la bandiera. E’ l’Eni a rifornire direttamente Alitalia. L’amministratore delegato del colosso energetico, Paolo Scaroni, ha dichiarato alla stampa senza mezzi termini: “Non possiamo certo aumentare il fido ad una società il cui futuro non ci dà sicurezza. Se non riscuote la fiducia degli azionisti, non possiamo tenerla in vita noi con il carburante“.

La fiducia degli azionisti si scrive con due zeri davanti ad un numero espresso in milioni di euro. Sono 300, senza i quali la compagnia non potrà finanziare il piano industriale 2013-2016. E gli azionisti non ne vogliono sapere. Anche l’incontro tenuto nella serata del 7 ottobre a Palazzo Chigi non ha portato ad un accordo. Il premier Letta e i ministri Zanonato e Lupi hanno ricevuto Roberto Colaninno e Gabriele Del Torchio, presidente e Ad di Alitalia, insieme ai rappresentanti delle banche.

Se non si vuole vendere ad Air France-Klm, l’unica alternativa sembra trovare un socio pubblico. Le voci ricorrenti su un possibile ingresso nel capitale da parte delle Ferrovie dello Stato continuano ad essere smentite e contemporaneamente continuano a venire diffuse. “Il Governo non ha mai proposto un ingresso di Fs in Alitalia” – ha tagliato corto il ministro Lupi. Ma sempre le voci indicano un incontro riservato che si sarebbe tenuto a Palazzo Chigi fra Letta e l’Ad delle Ferrovie, Mauro Moretti.