Ma come mai la famiglia reale di un ricco emirato arabo vuole investire i suoi petroldollari in una ex-compagnia di bandiera che non guadagna una lira da quando è nata? C’è chi parla di ragioni di cuore, visto che il principe ereditario Hamed Bin Zayed Al Nayan ha un passato come pilota di elicotteri all’Accademia militare di Pozzuoli.

La realtà è un’altra. Fino a poco tempo fa il traffico aereo europeo se lo spartivano essenzialmente tre compagnie aeree: Air France-Klm, Lufthansa e British Airways. E con la concorrenza delle compagnie low cost, il corto e medio raggio è un affare poco redditizio. E ora stanno arrivando all’orizzonte i vettori asiatici.

Mentre le compagnie occidentali arrancano tra i problemi di esuberi e debiti, Emirates e Etihad fanno supercommesse, comprandosi 50 Airbus e 206 Boeing. L’attacco della Lufthansa ad Alitalia di qualche giorno fa è dettato dalla paura…

Per ora la compagnia asiatica ha potuto acquistare partecipazioni solo in compagnie aeree di importanza secondaria. L’entrata in Alitalia le permetterebbe di fare l’ingresso dalla porta principale. Con Alitalia ci si garantiscono accordi bilaterali per volare da Roma verso le principali destinazioni mondiali.

Bisognerà vedere quali la livrea degli aerei che partiranno da Fiumicino… Secondo il ministro dei trasporti Maurizio LupiTratteranno sapendo che il nostro obiettivo è dare un futuro strategico alla compagnia“. Sui soldi e partecipazione in ballo vi rimando a questo post. A quanto sembra per suggellare l’alleanza e i piani di sviluppo futuri dell’hub italiano, dovrebbe entrare in Aeroporti di Roma il fondo sovrano della famiglia degli Emirati Arabi Uniti.

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