Più chiaro di così… Air France-Klm ha deciso di svalutare completamente la sua quota – il 25% – in Alitalia. E l’amministratore delegato, Alexandre de Juniac, ha pure ribadito l’intenzione del gruppo, aiutare “la compagnia, ma alle nostre condizioni. Serve un piano di ristrutturazione molto forte, una riduzione del medio raggio e una stabilizzazione del lungo raggio”. Giusto per non lasciare alcun dubbio ha pure aggiunto che  non ha gradito il fatto di non essere “stati inclusi nel negoziato e abbiamo detto ai nostri partner italiani che ci sarebbe piaciuto partecipare alla trattativa, senza scoprirne alcuni esiti alla fine della discussione”.

L’unico che non sembra aver capito la situazione è il ministro delle Infrastrutture. Infatti Maurizio Lupi ha detto che “Se Air France dovesse decidere di non sottoscrivere l’aumento di capitale in Alitalia”, sarà necessario trovare “un partner internazionale forte“. Air France-Klm comunque resta “il primo interlocutore, anche alla luce dei cinque anni di lavoro con Alitalia”.

Come ho scritto ieri, il gruppo franco-olandese non ha ricevuto le risposte che si aspettava sulla ristrutturazione del debito e la modifica del piano industriale. Il nostro ministro non dovrebbe perdere tempo e cercare un nuovo partner industriale o accettare le condizioni del vettore transalpino.

Intanto il presidente della nostra ex-compagnia di bandiera, il “capitano coraggiosoRoberto Colaninno, ha annunciato che “Dopo aver sostenuto la ricapitalizzazione di Alitalia, annuncio sin da ora che, al termine delle operazioni ad essa relative, quando le mie dimissioni verranno formalizzate insieme a quelle di tutto il consiglio di amministrazione, non sarò disponibile ad assumere nuovamente incarichi di vertice nella società”.

photo credit: matt.hintsa via photopin cc