Oggi si deciderà il futuro di Alitalia. Alle 14 si riunira’ il consiglio di amministrazione straordinario e alle 17 ci sarà l’assemblea chiamata a deliberare la manovra da 500 milioni di euro approvata all’unanimita’ venerdi’ scorso, 11 ottobre, dal Consiglio di amministrazione dopo l’arrivo di Poste Spa. Le sorti della compagnia aerea italiana sono nelle mani del ruppo Air France-Klm che, nonostante abbia approvato la ricapitalizzazione (300 milioni e nuove linee di credito per altri 200) non è ancora chiaro se sottoscrivera’ la sua quota dell’aumento di capitale.

Le condizioni del Gruppo franco-olandese per il cambio di strategia sono dure:  vuole la rinuncia all’apertura di nuovi collegamenti a medio-lungo raggio e a comprare altri aerei, come riferito da Le Monde nella giornata di ieri. Alitalia secondo questa visione dovrebbe portare in dote a Air France-Klm e quindi agli hub di Parigi Charles de Gaulle e Amsterdam Schipol, a disposizione italiana.

Solo se verranno esaudite queste condizioni il il manager francese Alexandre De Juniac sarebbe disposto a versare i 150 milioni di euro necessari, come minimo, per salire dall’attuale 25% al 40% o più di Alitalia. Air France-Klm nonostante anche la sua difficile condizione economica, 2800 dipendenti francesi sono messi in mobilità, vorrebbe arrivare al 50% per prendere il controllo della compagnia italiana.

Anche la politica è intervenuta sull’operazione, Matteo Renzi ha dichiarato che: “Lo Stato non deve metter un centesimo per salvare gli azionisti privati che hanno fallito. Deve intervenire per salvare i lavoratori, non gli azionisti. Il Governo Letta è chiamato a intervenire sui disastri fatti da quelli prima di lui: ha quindi preso una soluzione evidentemente tampone”. Aggiungendo: Alitalia è il simbolo del fallimento non solo della politica ma anche di una classe imprenditoriale“, ha spiegato ancora. “In Italia le colpe della politica sono evidenti, ma è da 20 anni che ci sono i soliti giornalisti, i soliti bancari, i soliti imprenditori, che continuano a darci lezioni”. Renzi ha anche dato consigli manageriali sulla questione, la compagnia dovrebbe puntare, secondo il sindaco, “sull’estremo e medio Oriente”. “Anziché far la tratta Roma-Milano, facciamo di Alitalia un soggetto che sia fulcro del nuovo turismo”.

Il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi, ha voluto mettere in chiaro alcune cose: “Nell’aumento di capitale di Alitalia lo Stato non ha messo un euro. Le Poste sono un’azienda pubblica che sta sul mercato, è risanata e fa utili. Abbiamo creato le condizioni per consentire un’azienda come Alitalia di trattare con Air France non in condizione di debolezza”. Aggiungendo L’Italia non può fare la Cenerentola, è un pilastro fondamentale di questa alleanza” concludendo che il governo sta lavorando per “individuare altre alleanze internazionali”.