Le anticipazioni sul piano di Etihad su Alitalia diventano l’occasione per nuovi scontri verbali tra Milano e Roma. Come le dichiarazioni del governatore della Lombardia Roberto Maroni, a commento del via libero del governo Renzi sulla liberalizzazione degli slot di Linate – richiesta considerata fondamentale dall’Ad della compagnia emiratiana James Hogan. Seccondo il governatore lombardo “è chiaro che, se venissero liberalizzati i voli su Linate, questo significherebbe la fine di Malpensa e, ovviamente, non posso essere d’accordo e questo il ministro delle Infrastrutture lo sa“. Durante una visita a Pavia ha chiosato che “adesso aspetto di capire quale sarà la soluzione va bene che Etihad entri in Alitalia, ma non può farlo a spese di Malpensa, perché vorrebbe dire che salta per aria il sistema aeroportuale lombardo. Non è accettabile lo scambio per cui, per salvare il carrozzone Alitalia, si condanna Malpensa: se così fosse, sarebbe una dichiarazione di guerra verso la Lombardia“.

L’altra richiesta di Etihad – per quanto riguarda il capitolo servizi – è rappresentato dal collegamento ad alta velocità tra Termini e l’aeroporto di Fiumicino. Resta poi il nodo del debito e soprattutto il problema del costo del lavoro. Da una parte le banche azioniste difficilmente faranno barricate – grazie anche all’intermediazione di Luca Cordero di Montezemolo che potrebbe diventare il presidente di Alitalia. Più complicato il tema del lavoro, visto che Etihad si aspetta risparmi consistenti sul tema: l’ipotesi sarebbe quella di trasformare la cig a rotazione, per 1500 posizioni, in cassa a zero ore. E ci potrebbe essere pure una richiesta di riduzione degli stipendi.

Se tutti gli scogli venissero superati, Etihad potrebbe investire in Alitalia fino a 500 miloioni di euro. I tempi restano un interrogativo. Il cda di Alitalia che doveva essere convocato lunedì, è stato rinviato in attesa dell’arrivo della lettera di intenti di Etihad – che comunque dovrebbe arrivare lunedì…

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