L’amministratore delegato di Alitalia Gabiele del Torchio e il presidente, Roberto Colaninno sono partiti alla volta di Abu Dhabi per incontrare i vertici di Etihad. A quanto sembra dovrebbero portare un piano, condiviso dagli azionisti della vecchia compagnia di bandiera che prevede di separare le attività industriali da conferire in una società controllata – da aprire poi a Etihad -, mentre nella società attuale resterebbero i debiti e i contenziosi legali ancora aperti - i due aspetti che avevano rischiato di far saltare l’accordo tra i due vettori.

Secondo il ministro Maurizio Lupi  la possibilità di creare una bad company per le attività critiche della compagnia non è vera e comunque sarebbe inaccettabile per il governo. Come al solito quindi non si sa bene cosa succederà. Non si hanno notizie ufficiali nemmeno sui maggiori esuberi richiesti dalla compagnia araba. Resta poi da capire la ratio di quanto sta accadendo: perché impegnare miliardi per gli ammortizzatori sociali, per gli investimenti in infrastrutture – Alta Velocità -, minore libertà per i viaggiatori – stretta sulle low cost -, in cambio di 500 milioni di euro per salvare una compagnia decotta?

Non sarebbe l’ora di far fallire la baracca? In fondo è successo in altri paesi e non è stato un dramma…

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