L’inizio della fine per lo scalo milanese è arrivato nel 2007, quando Alitalia ha abbandonato Malpensa per Fiumicino. Allora transitavano per lo scalo lombardo 23,7 milioni di passeggeri. Oggi dovrebbero essere 11 milioni. Appena due in più di Orio al Serio (che però a differenza di Malpensa è cresciuto del 616% in dieci anni grazie a Ryan Air) e di Linate. Ed è difficile immaginare un futuro roseo per questo scalo, visto che le nuovo strategie di Alitalia sembrano relegare l’aeroporto agli aerei cargo…

Insomma lo scalo di Malpensa 2000 inaugurato un anno prima della data presenta nel suo nome, sembra il classico spreco di denaro pubblico. Quello che sarebbe dovuto diventare il primo aeroporto italiano è costato 1,3 miliardi di euro a cui bisogna aggiungere i cinque miliardi spesi per la costruzione delle infrastrutture

Secondo Antonio Bordoni, docente di aviazione commerciale alla Luiss di Roma: “il decollo di Malpensa aveva senso fino a quando sono andate avanti le trattive con Klm interessata a questo scalo. Ma la valutazione su quale sia l’hub italiano deve essere lasciata alla compagnia di bandiera e non ai politici o ai sindaci di quelle zone“.

Io direi che la vera rivoluzione in Italia sarebbe quella del buon senso. Basta pensare all’ultimo progetto bislacco sull’argomento: c’era chi voleva ampliare Linate e creare una pista in più interrando l’Idroscalo, il mare dei milanesi…

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