Lo sanno anche i muri: Air France-Klm ha deciso di non partecipare all’aumento di capitale da trecento milioni per salvare la nostra disgraziata ex-compagnia di bandiera, l’Alitalia. Perché siamo arrivati a questo punto? la compagnia francese ha sempre sostenuto che fosse necessaria una ristrutturazione del debito, condizione ritenuta inaccettabile dal governo italiano.

Nessuno si è chiesto da che parte stava la ragione… Anche perché finora l’unico partner industriale all’orizzonte è proprio la compagnia franco-olandese: Aeroflot si è già tirata indietro, ora si parla di una delegazione italiana che dovrebbe partire alla volta degli Emirati Arabi per incontrare  esponenti della Etihad,  si narra di un interessamento di Air China… ma finora non c’è stato nulla di concreto.

Forse sarebbe il caso di tenere aperta una porta alla ristrutturazione del debito – almeno a quei 300 milioni negoziabili. E basta con le paure di essere colonizzati dal vettore francese: non ha nessun interesse a chiudere o rendere insignificante l’aeroporto di una delle 2-3 città d’arte più belle al mondo. Semplicemente non gli converebbe…

E poi l’idea di una ristrutturazione non è proprio da scartare: se ci pensate bene l’azienda ha un valore residuo di trenta milioni di euro contro un debito di un miliardo. Alleviare il carico degli interessi permetterebbe ad Alitalia di non trovarsi di nuovo in condizione disperate nel giro di qualche mese…

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