L’Europa è fuori dalla recessione.
Almeno così sembrerebbe dalle statistiche ufficiali dell’Eurostat sui dati trimestrali del Prodotto interno lordo dell’Eurozona e dei Paesi europei in generale.
In terreno negativo, ad eccezione del Portogallo, i Paesi che più di altri hanno patito la speculazione sul debito sovrano, anche se la crescita del dato è ben ravvisabile anche per essi.

Nel secondo trimestre 2013, secondo la stime flash Eurostat, il Pil è cresciuto dello 0,3% sia nell’Eurozona, sia nell’area Ue-27: un valore sopra le previsioni e il primo dato positivo dopo sei trimestri consecutivi con segno meno.
Se Spagna (-0,1% nel secondo trimestre, dal -0,5% rilevato nel primo), Italia (-0,2%, dal precedente -0,6%), Cipro (-1,4%, dal -1,7% del primo) e Paesi Bassi (-0,2%, da -0,4%) restano in terreno negativo, il Prodotto interno lordo dell’Austria ha fatto segnare nei secondi tre mesi dell’anno una crescita dello 0,2% (+0,1% nel primo), quello del Belgio dello 0,1% (0% nel primo trimestre), come quello dell’Estonia (-0,1% nel primo), mentre in Finlandia il dato è aumentato dello 0,7% (+0,2% nei primi tre mesi dell’anno), in Francia dello 0,5% (dal -0,2% del primo), in Germania dello 0,7% (0% nel primo), in Slovacchia dello 0,3% (+0,2% nel primo) e in Portogallo dell’1,1%, dopo il -0,4% rilevato nel primo trimestre.