L’Italia “ha avviato un ambizioso programma di riforme”, che correlate alle misure intraprese a livello di eurozona, “hanno ridotto i rischi di rallentamento economico, e potrebbero aiutarla a uscire dalla recessione già nel corso del 2013”. È quanto si legge nell’ultimo rapporto sull’economia italiana dell’Ocse presentato la scorsa settimana a Parigi.
Gli effetti positivi di questi provvedimenti, ha rimarcato tuttavia l’organizzazione per la cooperazione internazionale, “richiederanno tempo per materializzarsi, a causa del clima di scarsa fiducia, del ritmo lento della ripresa e della necessità di proseguire sulla strada del consolidamento fiscale”.
Per quanto nel Paese sia “impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell’imposizione”, l’eliminazione delle agevolazioni fiscali senza giustificazioni economiche, si legge nel rapporto, consentirebbero fin da subito di aumentare la base imponibile e ritoccare così le aliquote marginali “senza impatto sulle entrate”.
Per l’Italia la priorità resta comunque “la riduzione ampia e continuata del debito pubblico”, perché “con un rapporto debito/Pil vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante”, il Paese “rimane esposto ai cambiamenti improvvisi dell’umore dei mercati finanziari”.

Crescita, occupazione e riduzione debito. Se il deficit dell’Italia sforerà il 3% “qualcosa bisognerà fare. È fondamentale uscire dalla procedura di infrazione”. È toccato a Pier Carlo Padoan, capo economista Ocse, rispondere ai tanti che, intervenuti alla presentazione del rapporto, chiedevano se per l’Italia saranno necessarie manovre correttive sui conti pubblici. “Se le priorità sono crescita e occupazione – ha osservato Padoan – la prima cosa da tagliare sono le tasse sul lavoro”. “Ridurre le tasse sul lavoro è più importante che ridurre l’Imu”. E per ridurre il costo del lavoro il segretario generale Ocse Angel Gurria, intervenuto anch’egli sull’argomento, non restano che tre strade: “imposte sui consumi come l’Iva, sulla proprietà e sulle emissioni di CO2”.

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