In cinque anni la crisi ha radicalmente cambiato i consumi degli italiani”.
È quanto ha sottolineato ieri in audizione al Senato Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, ricordando che più di sei famiglie su dieci fanno ormai stabilmente la spesa al discount (il 62% nel 2012, +9% sul 2011).
Giovannini ha spiegato che in questi anni di crisi sono tante le famiglie che hanno modificato quantità e qualità dei prodotti acquistati e che sono state, inoltre, quasi eliminate le spese per visite mediche, analisi cliniche e radiografie, mantenendo quella irrinunciabile per i medicinali. Questi tagli, tra le famiglie più povere, hanno interessato il 70% dei nuclei.
Nonostante ciò, rileva l’Istituto di statistica, la fiducia dei consumatori italiani sta propendendo al rialzo su livelli che non si vedevano da tempo, anche se si tratta, per ora, di un miglioramento che consegue alle migliorate aspettative sulla situazione economica del Paese in generale e non a quella personale.

Fiducia dei consumatori. Questo mese l’indice del clima di fiducia dei consumatori sale a 86,3 da 85,3 del mese precedente. In aumento la componente relativa al quadro economico (il relativo indice passa da 69,2 a 73,5), mentre diminuisce, come anticipato, quella relativa al clima personale (da 91,4 a 90,5). In aumento, ancora, gli indicatori del clima futuro e corrente (rispettivamente da 80,3 a 80,8 e da 89,2 a 90,1) e i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese, con i rispettivi saldi che passano da -147 a -137, per i giudizi, e da -61 a -50, per le attese. Per quanto riguarda le attese sulla disoccupazione, le opinioni dei consumatori mostrano un aumento da 104 a 109. Migliorano, inoltre, le valutazioni sulla situazione economica della famiglia (saldo che passa da -75 a -73 per i giudizi e da -30 a -29 per le attese) e le opinioni dei consumatori sull’opportunità di acquistare beni durevoli (da -114 a -102), mentre diminuisce il saldo dei giudizi sul bilancio familiare (da -23 a -28), quello delle opportunità attuali di risparmio (da 132 a 121), quello delle attese sulle possibilità future (da -81 a -90) e (da 50 a 37) il saldo dei giudizi sull’evoluzione recente dei prezzi al consumo.
A livello territoriale, infine, il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest nel Centro e nel Mezzogiorno, mentre diminuisce nel Nord-est.

photo credit: Forum PA via photopin cc