Il Fondo monetario internazionale rivede ancora al ribasso le stime della ripresa globale: l’aggiornamento trimestrale del World Economic Outlook reso noto questo week end evidenzia un ridimensionamento della crescita del Pil mondiale a +2,9% nel 2013, dal +3,2% delle previsioni di luglio, e a +3,6% nel 2014, dal +3,8% fissato a luglio.
Una limatura, rispettivamente, dello 0,3% e dello 0,2% che tiene conto anche dell’enorme fatica che Cina e Paesi emergenti stanno patendo per recuperare lo smalto perso dalle loro economie, per anni inarrestabili locomotive della crescita globale.
La Cina, in particolare, crescerà del 6,3% quest’anno e del 6,5% nel prossimo, -0,6% e -0,5%, nell’ordine, riguardo alle precedenti previsioni, mentre per l’India le attese ora sono +3,8% per il 2013 (-1,8%) e +5,1% nel 2014 (-1,1%).
Il Pil dei Paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo, in generale, progredirà del 4,6% quest’anno (-0,5% rispetto alle attese di luglio) e del 5,1% nel prossimo (-0,3%).

Ritocco verso il basso anche per gli Usa, il cui Prodotto interno lordo è visto ora a +1,6% nel 2013 (-0,1 punti percentuali rispetto alle stime di luglio) e a +2,6% nel 2014 (-0,2 punti).
E sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, sottolinea l’Fmi, preoccupano le ansie dei mercati circa le possibili evoluzioni delle politiche monetarie della Fed, convinti ormai di un’inevitabile stretta creditizia al momento solo rinviata.

Confermati invece i dati circa la recessione dell’Eurozona (-0,6% nel 2013 e +0,9% nel 2014) e, nello specifico, dell’Italia, vista in calo dell’1,8% quest’anno e a +0,7% per il 2014: tra i maggiori Paesi dell’Eurogruppo, il Belpaese resta quello che cresce peggio sia della Spagna (-1,6%) sia della Francia (-0,2%), mentre la Germania quest’anno farà registrare un lieve incremento del Pil, +0,2%.
Rimanendo nell’area euro, infine, l’Fmi ha confermato sia i dati sull’inflazione, ritenuta sotto controllo, sia quelli sulla disoccupazione, drasticamente ancorata al 12,4% per il 2013: un dato che per l’organismo internazionale non migliorerà nemmeno il prossimo anno.