Da Berlino, intervenuto al convegno ‘Europa e l’euro, un affare di famiglia’, il governatore della Bce Mario Draghi è stato chiaro: bene il miglioramento dell’economia, ma resta molto da fare.
L’economia è ancora fragile e la disoccupazione troppo alta”, ha sottolineato il numero uno della Banca centrale europea, ricordando che per le banche servirebbe un meccanismo di risoluzione come quello Usa e che resta alto il rischio debito sovrano, per cui occorre “continuare il risanamento dei conti pubblici”.

La situazione economica dell’Eurozona è sì migliorata, ha dichiarato Draghi, ma occorre fronteggiare ancora tante criticità, in ogni campo, e lavorare per fare in modo che ripartano competitività, credito bancario, crescita e occupazione. Per fare ciò l’atteggiamento della Banca centrale europea, come più volte ribadito dall’ex numero uno di Bankitalia, resterà accomodante.
Alla luce delle stime moderate per l’inflazione nel medio termine, il consiglio direttivo della Bce prevede che i tassi di interesse resteranno agli attuali bassi livelli, o a livelli più bassi, per un periodo esteso di tempo”, ha chiarito, sostenendo anche in questa uscita la bontà del piano Omt per il contenimento degli spread, i cui effetti sono stati molto evidenti “nei Paesi sotto stress, ma si sono sentiti in tutta l’area euro”.
Il miglioramento dei mercati finanziari registrato nell’ultimo mese, “non si è ancora tradotto in una ripresa economica generalizzata“, ha spiegato poi Draghi, poiché “la ripresa è soltanto agli inizi. L’economia resta fragile. La disoccupazione è ancora troppo elevata”.
L’Europa, tuttavia, “è riuscita a fare notevoli progressi in termini di stabilizzazione dell’area dell’euro”, ma “c’è ancora da lavorare per trasformare questi progressi in una crescita più alta e maggiore occupazione”.