Un’interessante articolo di Repubblica.it mostra i problemi più rilevanti incontrati in questo periodo dagli aspiranti mutuatari che si confrontano e si confortano sui forum dedicati a questo tipo di prestiti. Oltre alla richiesta di sempre maggiori garanzie da parte degli istituti di credito c’è anche il “problema” del Crif. Per capire bene quali sono i problemi che un aspirante mutuatario può incontrare dall’istruttoria al rogito, è necessario capire i passi che portano un lavoratore, giovane e meno giovane, verso un rapporto di lungo periodo con l’istituto di credito.

Per prima cosa c’è la fase istruttoria in cui la banca cerca di capire se il potenziale mutuatario è nelle condizioni di rimborsare il credito nei 10, 20 o 30 anni che ha pattuito. In questo frangente i pareri della banca sono basati su stime legate al reddito dei richiedenti.

In alcuni casi, se non c’è il famoso posto fisso, la banca può chiedere la garanzia di un parente, a patto però che il garante non sia troppo vecchio da avere un’aspettativa di vita inferiore alla durata del mutuo stesso.

Dopodiché tutti i dati del consumatore sono inseriti nel sistema del Crif che serve a scoprire se il richiedente è un buon pagatore. In questo caso aver sempre pagato in contanti gli acquisti non agevola la ricerca e la banca potrebbe o chiedere maggiori garanzie o respingere la richiesta di mutuo.

E poi c’è tutto il periodo fino al rogito, dove ogni piccola imperfezione nella documentazione può indurre l’istituto di credito a variare unilateralmente le condizioni del contratto fino a sospendere il rogito stesso.