L’economia italiana ma in genere tutto il settore macroeconomico globale, attraversano un periodo delicato. Per l’Eurozona si prevede una fase di recessione che scoraggia le banche nella concessione del credito agli imprenditori, i quali però continuano a chiedere prestiti.

Le aziende sono in crisi di liquidità tanto che hanno chiesto un accordo all’Abi per la concessione di una moratoria sui prestiti. L’Associazione interbancaria dovrebbe intervenire su alcune linee di credito ma non si conoscono i tempi dell’operazione.

Di fatto le aziende, strette nella morsa del credit crunch vedono chiudersi le porte di molti istituti di credito ma non demordono nella richiesta di nuovi fondi. A dirlo è la Cgia di Mestre ma i dati percentuali sono grosso modo confermati anche dal Crif, il sistema di informazioni creditizie.

In pratica le aziende continuano a chiedere prestiti stabilmente negli ultimi mesi, tanto che a gennaio si registra soltanto un calo del 2 per cento delle richieste rispetto allo stesso mese del 2011. Mentre se si va indietro nel tempo le cose cambiano perché i prestiti sono calati del 3 per cento rispetto al 2010 ma sono calati dell’8 per cento rispetto al 2009.

Da notare comunque che c’è un’altra differenza importante rispetto al passato: l’entità dei prestiti è diminuita. L’importo medio è passato da 45 a 38 mila euro e sono aumentati in numero i prestiti fino a 5 mila euro.