Rispetto al periodo pre-crisi le scelte di indebitamento da parte delle famiglie italiane, pur in uno scenario di sostanziale contrazione della domanda di credito, sono molto cambiate. Infatti, su circa 1.3 milioni di prestiti personali, in un arco di tempo che va dal 2008 a marzo 2012, è emerso che gli italiani non chiedono più i prestiti solo per le spese straordinarie, come arredamento e ristrutturazione di immobili (che passano dal  17,3% al 16,3% del totale), ma anche per far fronte alle spese generiche legate alla quotidianità, come spese di viaggio e quelle per lo svago, passati dal 17,6% al 24,2% del totale. E’ quanto emerge da un’ analisi condotta da CRIF. In crescita dal 7,8% al 12,9% anche la domanda di prestiti per le spese finanziarie e assicurative, di cui una gran parte sono è stata richiesta per fini di liquidità.  Inoltre è emersa la crescente prudenza degli italiani che, in questa delicata fase del ciclo economico, si riflette su rate più contenute e importi medi più ridotti rispetto al recente passato.

La prudenza che in questa delicata fase del ciclo economico ancora caratterizza sia le politiche di erogazione da parte degli Istituti di credito sia la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie si riflette su rate più contenute e importi medi più ridotti rispetto al recente passato. Ma l’analisi dei prestiti personali, possibile grazie alle informazioni contenute nel Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF, consente di rilevare anche le finalità di utilizzo da parte della clientela di questa tipologia di finanziamento che rappresenta il 38% del totale del credito al consumo e che, per sua natura, non ha un utilizzo predefinito.

Dall’indagine condotta da CRIF su circa 1,3 milioni di prestiti personali con finalità di acquisto conosciuta in una serie storica di oltre 4 anni, dall’inizio del 2008 (ovvero prima che la crisi economica si manifestasse) al primo trimestre del 2012, sono state individuate alcune categorie di spesa, rendendo possibile una analisi sui cambiamenti nelle scelte di indebitamento da parte degli italiani.

Il numero di domande di prestiti (nell’aggregato di personali e finalizzati) nel I semestre 2012 ha fatto registrare un calo del -8% rispetto ai primi 6 mesi del 2011, che diventa un ben più pesante -23% se confrontato con il pari periodo 2008 principalmente in virtù dell’approccio estremamente cauto delle famiglie italiane, che hanno limitato i consumi, specie quelli di beni durevoli, e hanno ridotto la propensione ad accendere nuovi finanziamenti per sostenere gli acquisti.