Il paese in questo momento è diviso tra quanti sostengono la linea Monti e quindi sono a favore di un giro di vite a discapito degli evasori e di una serie di tasse per i cittadini virtuosi; e ci sono gli altri che invece proprio non riescono a vedere una relazione positiva tra tasse e crescita. 

Bankitalia, stranamente, rientra in questo secondo insieme. Il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, è stato molto chiaro durante l’ultima audizione alla Camera dei deputati.

Davanti agli onorevoli Rossi ha spiegato che è necessario ridurre le tasse perché la pressione fiscale non può sicuramente essere un incentivo alla crescita. In più non è sostenibile sul lungo periodo. Anche la Corte dei Conti ha dato indicazioni in questo senso.

E’ stato ribadito che il nostro paese, a forza di tasse, sta rischiando il corto circuito. Tutto, invece, dovrebbe puntare sulla riduzione della tasse e sulla valorizzazione del lavoro e del ruolo delle imprese per il tessuto economico del Belpaese.

Più che l’inasprimento delle gabelle, dunque, dovrebbe essere ormai nell’aria una riduzione della pressione fiscale. Le misure urgenti possono anche andare ma l’inasprimento fiscale non deve diventare una regola oppure una consuetudine.

Anche perché questi “giochetti” sono facilmente individuati dagli investitori che poi spostano i loro risparmi altrove.