Il Fondo Monetario Internazionale ha appena finito di monitorare l’operato dei nostri politici ed è passato a fare le stime della crescita economica internazionale definendo il peso dei singoli paesi sul prodotto internazionale lordo.Non vogliamo indicare nuove sigle ma vogliamo sottolineare come ogni paese, nel mondo, contribuisca con il suo operato, a determinare una quota del reddito complessivo internazionale. In questo panorama stanno assumendo un’importanza “storica” i paesi emergenti.

Adesso il FMI ha aggiornato le sue previsioni sulla crescita economica internazionale spiegando che il rallentamento sarà in parte dovuto, nel 2012, a quanto sta accadendo nell’Eurozona dove c’è ancora la Grecia che a distanza di mesi rischia il default.

Complessivamente si va verso una timida recessione in cui a salvarsi sono pochi paesi. Sicuramente gli Stati Uniti che, dopo un periodo di crisi, sostengono di mantenere inalterato il Pil per l’anno in corso. Molto importante anche il ruolo della Cina che da sola va verso un contributo pari al 33 per cento alla crescita dell’economia globale.

Un traguardo che dovrebbe essere raggiunto nel 2013. Si pensi soltanto che la Cina, negli anni Ottanta, rappresentava l’8 per cento dell’economia mondiale. L’impero mandarino e tutta l’Asia sono in crescita. Importante anche il contributo dell’India e dell’Africa SubSahariana .