I giovani faticano a trovare lavoro ma saranno in queste condizioni ancora per diversi mesi, anche per diversi anni. Si teme infatti che la fantomatica uscita dalla crisi occupazionale tardi ad arrivare e il traguardo sia stato spostato addirittura al 2016. 

Non si tratta dei soliti dati che fanno suonare la campanella d’allarme per i politici e gli economisti di turno, stavolta ad occuparsi di lavoro, soprattutto quello dei giovani, è l’Onu. L’Organizzazione delle Nazioni Unite spiega che attualmente ci sono circa 75 milioni di ragazzi, con età compresa tra 15 e 24 anni, che fanno parte dell’insieme dei disoccupati.

Una situazione del genere si è già verificata nel 2009 quando il mondo stava entrando nel vivo della crisi finanziaria globale. Le condizioni professionali e le prospettive occupazionali per i ragazzi quindi, non sono affatto migliorate, anzi lo scenario sembra peggiorare sensibilmente.

Anche quest’anno il 12,7% dei giovani resterà senza lavoro. Nel 2010 i ragazzi nelle stesse condizioni erano il 12,6%. La percentuale si aggrava se si inseriscono nel computo dei disoccupati anche coloro che hanno interrotto la ricerca di un lavoro. Si arriva così al 13,6% della popolazione giovanile.

Soltanto a partire dal 2016 si potrà vedere un margine di miglioramento. Questo è il parere espresso dagli economisti dell’Ilo, l’International Labour Organization.