Quando è crisi e crisi, sembra non ci sia niente da fare: crolla il mercato finanziario, l’economia stenta a decollare, il tasso di disoccupazione cresce e di pari passo aumenta l’inflazione.In un classico sommario di telegiornale, sul piatto della crisi economica sono portati diversi fattori: in primo luogo la perdita di credibilità da parte delle istituzioni politiche del nostro paese. Poi c’è l’incapacità di varare una riforma del lavoro efficace.

Non mancano i dati sulla disoccupazione dove i più penalizzati sono i giovani e le donne. Ma, spiega l’Istat, anche con l’inflazione non si scherza.

Il tasso ad ottobre è salito in modo vertiginoso facendo registrare un +3,4 per cento. Un dato così pessimo non si registrava da ottobre del 2008, cioè dalla vigilia della crisi economica.

L’aumento dell’Iva che è solo uno degli effetti della manovra finanziaria del governo, sembra aver avuto un ruolo da protagonista nell’incremento dell’inflazione.

La crescita dei prezzi non va di pari passo con i consumi e il potere d’acquisto delle famiglie che sono invece in calo. Le associazioni di consumatori si sono affrettate a fare una stima dell’alleggerimento del portafoglio dei cittadini.

Dalle tasche delle famiglie italiane dovranno venir fuori circa 2031 euro in più. Di conseguenza, il potere d’acquisto degli italiani, tra il 2012 e il 2014 scenderà di circa 8300 euro. Per il solo 2011 invece crollerà di 1.621 euro.