Se aumenta l’inflazione, diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie. Anche se non siete esperti di economia, sapete mettere in relazione questi due indici e conoscete la loro relazione inversa. Ad agosto l’inflazione sale dello 0,4 per cento e già si pensa a come tamponare la situazione.

Qualcuno ha già proposto di eliminare temporaneamente le accise che gravano sul costo dei carburanti in modo che se anche ci saranno altri aumenti a settembre, questi non peseranno eccessivamente sulle tasche degli italiani.

Si tratta ancora di una proposta, niente di più, niente di certo. Per il momento sono state soltanto diffuse delle stime preliminari dall’Istat che parla di un indice nazionale del prezzi al consumo che è aumentato dello 0,4 per cento rispetto al mese precedente ed è aumentato del 3,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’inflazione, di conseguenza, sale a quota 3 per cento. Se questo indice fosse calcolato al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, scenderebbe lievemente fino al 2,1 per cento.

L’indice generale dei prezzi al consumo tende a salire trainato dai rincari del comparto energetico, e soprattutto, del comparto dei beni energetici non regolamentati, tra cui rientrano i carburanti il cui prezzo è salito vertiginosamente.

Il diesel, per esempio, stamattina ha toccato il livello record superano gli 1,8 euro al litro.