Lo evidenzia un rapporto di Confartigianato: le imprese italiane si trovano sempre davanti ad un credit crunch - ovvero ad una riduzione significativa nell’importo dei prestiti erogati dal settore bancario. Tra il mese di maggio del 2012 e lo stesso mese di quest’anno, i prestiti bancari alle aziende sono diminuiti del 4,2% – per un valore di 41,5 miliardi di euro.

In “compenso” le imprese italiane pagano i loro prestiti di più. I tassi di interesse italiani sono secondi solo a quelli spagnoli – e per questo scarto le aziende italiane pagano 7,1 miliardi di euro in più rispetto alla media italiana. I tassi italiani sono in media del 4,36% –  e il tasso medio sale al 4,85% per i prestiti fino ai 250.000 euro.

A soffrire per il credit crunch sono soprattutto le imprese più piccole – quelle con meno di venti dipendenti. Le più colpite tra le piccole imprese sono quelle che si trovano nel Sud: basti pensare che in Calabria i tassi di interesse sono pari al 10,58%, in Campania il 10,55% ed in Puglia il 10,22%. Dall’altra parte della barricata troviamo la provincia di Bolzano, dove i tassi di interesse sono in media pari al 3,84%.