A dispetto della crisi le imprese italiane non hanno smesso di richiedere credito. La domanda di credito ha infatti fatto segnare un +1,8% rispetto all’anno precedente, nonostante la chiusura negativa registrata nel mese di dicembre (-3%). E’ quanto emerge dai dati relativi a oltre 8 milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business raccolti da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif. Una tendenza messa in evidenza a inizio novembre, quando sono stati comunicati i dati dei primi dieci mesi dell’anno passato.

Se si suddivide la domanda di credito tra imprese individuali e società il trend risulta sostanzialmente speculare nel corso dell’intero 2012 con la differenza significativa proprio dell’ultima rilevazione mensile di dicembre in cui le imprese individuali hanno mostrato un decremento maggiore (-9% rispetto al corrispondente mese del 2011) rispetto alle società che, pur in calo rispetto ai mesi precedenti, hanno mantenuto un segno positivo (+2%).

Analizzando la domanda di credito da parte delle imprese in funzione dell’importo, dal Barometro Crif emerge che nel 2012 oltre il 32,2% delle richieste si è concentrato nella fascia fino a 5 mila euro (nel 2011 in questa classe si collocava il 37% delle richieste), seguite da quelle comprese tra 20 e 50 mila euro (21,3% del totale, erano pari al 19,9% nel 2011) e da quelle oltre i 50 mila euro (17,9% nel 2012, erano il 17,4% nel 2011). Negli ultimi 12 mesi si è quindi assistito a uno spostamento verso le classi di importo richiesto più consistenti.

Relativamente all’importo medio dei finanziamenti complessivamente richiesti, però, il 2012 evidenzia un lieve calo (-0,8%) rispetto all’anno precedente, assestandosi a 53.621 euro contro i 54.023 euro del 2011 in virtù del maggior peso della fascia di importo più contenuto.

“A fronte di un numero di finanziamenti richiesti in lieve crescita rispetto all’anno precedente, nel corso del 2012 le politiche di erogazione adottate dagli istituti bancari sono state ancora orientate ad una sostanziale prudenza – dichiara Simone Capecchi, direttore sales & marketing di Crif – dovendo scontare le perduranti tensioni e gli impatti derivanti dalle difficoltà e dal costo della provvista e dai vincoli rappresentati dai requisiti di capitale. Questo ha determinato una inevitabile maggiore selettività sul fronte degli impieghi, anche per la necessità di tenere sotto controllo la crescente rischiosità dei portafogli. Il rinnovo di interventi di sostegno alle imprese, in primis alle PMI, unitamente ad altre misure che potranno nascere dai tavoli di confronto tra associazione bancaria e associazioni d’imprese indubbiamente potranno svolgere un ruolo molto positivo per favorire l’accesso al credito e per sostenere la ripresa e lo sviluppo, la cui portata andrà però monitorata nel corso dei prossimi mesi, sicuramente impegnativi e delicati”.