In Italia cresce il numero della aziende che indipendentemente dal volume di fatturato, non riescono più a saldare i debiti contratti con gli istituti di credito per avviare o sostenere l’impresa. A dirlo è un rapporto molto lucido della Cgia di Mestre. Il riferimento temporale delle rilevazioni della Cgia è l’ultimo trimestre del 2011. In questo periodo i prestiti erogati dalle banche alle imprese sono scesi dell’1,5 per cento. Sembra che il calo sia dovuto all’aumento dei tassi d’interesse.

Aumento dei tassi che ha influito sul sistema produttivo per 3,7 miliardi di euro. Il calo medio dei presiti è dell’1,5 per cento ma a dicembre si è sfiorata quota -2,2%. La Cgia di Mestre ha analizzato negativamente questo panorama spiegando che si tratta di una stretta creditizia molto importante.

80 miliardi di euro è la somma delle insolvenze delle imprese nel 2011. Una cifra che risulta aumentata del 36 per cento rispetto al 2010. Il fatto che la stretta creditizia è arrivata in un momento delicato per l’economia italiana. Siccome siamo in una fase di recessione, se si limita il credito, aumenta il rischio che il sistema collassi.

Nell’anno appena concluso i prestiti complessivi alle imprese erano arrivati a 995 miliardi di euro crescendo del 4 per cento a fronte di un aumento del 3,3% dell’inflazione.