Per credito al consumo (art. 121 del Testo unico bancario) si intende quel contratto in base al quale si concede, “nell’esercizio di un’attività commerciale o finanziaria”, un credito “sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria, ad una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (consumatore)”.
In termini di volumi, il prestito è il più delle volte collegato all’acquisto di un bene o di un servizio da parte del consumatore (finanziamenti finalizzati), ma può anche essere contratto per soddisfare generiche esigenze di liquidità, svincolate dall’acquisto di specifici beni e servizi (finanziamenti non finalizzati).
La dilazione di pagamento viene concessa dai soggetti autorizzati alla vendita di beni e servizi nel territorio della Repubblica italiana, mentre il finanziamento è accordato dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale e nell’elenco speciale disciplinati, rispettivamente, dall’articolo 106 e 107 del Tub.
L’articolo 121, infatti, specifica che “l’esercizio del credito al consumo è riservato:
- alle banche;
- agli intermediari finanziari;
- ai soggetti autorizzati alla vendita di beni o di servizi nel territorio della Repubblica, nella sola forma della dilazione del pagamento del prezzo”.

Gli intermediari finanziari. La figura degli intermediari finanziari, soggetti particolarmente attivi nel settore dei finanziamenti, è specificata dall’art. 106 del Testo unico bancario, che prevede l’iscrizione in un Elenco generale di tutti quegli organismi che esercitano “nei confronti del pubblico delle attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi”.
Per l’iscrizione all’Elenco, a seguito della quale tali soggetti “possono svolgere esclusivamente attività finanziarie, fatte salve le riserve di attività previste dalla legge”, l’art. 106 prevede che siano soddisfatti i seguenti requisiti:
- costituzione sotto “forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa”;
- oggetto sociale indicante chiaramente l’esercizio di attività finanziaria;
- “capitale sociale versato non inferiore a cinque volte il capitale minimo previsto per la costituzione delle società per azioni” (per il rispetto di criteri più prudenziali, sulla base dell’attività svolta, delle dimensioni e del rapporto tra indebitamento e patrimonio, per alcuni intermediari è prevista l’iscrizione all’Elenco speciale all’art. 107 del Tub);
- “possesso, da parte dei titolari di partecipazioni e degli esponenti aziendali, dei requisiti previsti dagli articoli 108 (onorabilità dei partecipanti) e 109 (professionalità, onorabilità ed indipendenza degli esponenti aziendali)”.

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