Le pensioni non si toccano, è questo uno slogan usato da molti esponenti politici in questi giorni per indicare che nell’agenda del governo le priorità per il risanamento dell’economia, sono altre.

Non si andrà a toccare il portafoglio dei pensionati, eppure i dati parlano chiaro sui costi di alcune categorie di ex lavoratori. Una recente indagine che è partita dall’elaborazione del Casellario pensionistico ha cercato di capire meglio quante sono e quanto costano le baby pensioni.

Per dovere di cronaca ricordiamo di cosa stiamo parlando. Prima della crisi petrolifera, chi era al governo concesse la possibilità ad alcune categorie di dipendenti di andare in pensioni dopo pochissimi anni di servizio.

In particolare si disse che le impiegate pubbliche con prole potevano andare in pensione dopo 14 anni e mezzo di lavoro. Saliva a 19 anni e mezzo la soglia per il pensionamento degli statali. Anche gli impiegati negli enti locali avrebbero dovuto aspettare soltanto 25 anni.

Ecco allora che nel sistema pensionistico sono entrati i cosiddetti baby pensionati.

Gli ultimi dati disponibili in merito risalgono al 2001, quando i pensionati con meno di 50 anni erano 535.752.

Il costo dei loro assegni, per lo Stato, ammontava a 9,5 miliardi di euro.