L’incertezza della ripresa economica nell’eurozona, che dopo i paesi ‘periferici’ sta colpendo ora anche quelli ‘core’, una disoccupazione record e un tasso di inflazione arrivato ai minimi da oltre tre anni hanno spinto la Bce ad un nuovo taglio del costo del denaro dopo 10 mesi a tassi invariati.
Al termine del meeting di Bratislava dello scorso giovedì, la Banca centrale europea ha annunciato la riduzione del tasso di rifinanziamento principale di un quarto di punto, dal precedente 0,75%  al nuovo minimo storico dello 0,50%. Una decisione nell’aria già da settimane e posticipabile, per gli analisti, al massimo a giugno, e già, in parte, anticipata dal mercato nei giorni precedenti: basti pensare ai massicci acquisti che hanno interessato i titoli delle società più rappresentative dell’economia Ue e il trend ribassista assunto dalla divisa unica sul Forex nei primi giorni della scorsa settimana.

Sostenere la ripresa. “Le condizioni complessive del mercato del lavoro rimangono deboli,  – ha affermato il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza stampa seguita all’annuncio – la debolezza del sentiment economico si è estesa anche nel corso della primavera. Il taglio dei tassi di interesse dovrebbe contribuire a sostenere la ripresa nel corso dell’anno”. “Questa decisione è coerente con basse pressioni sottostanti nel medio termine”, ha aggiunto Draghi, confermando la proiezione di una ripresa nella seconda metà dell’anno, sebbene si intravedano ulteriori rischi al ribasso sull’outlook, mentre sul fronte inflazione, scesa all’1,2% in aprile nell’area euro, ha parlato invece di aspettative che “continuano a rimanere saldamente ancorate”.
Il numero uno dell’Eurotower ha poi ribadito che l’impostazione monetaria dell’istituto centrale europeo rimarrà accomodante per tutto il tempo necessario e che Francoforte continuerà a seguire con attenzione tutti gli sviluppi economici e monetari necessari a guidare le proprie scelte. Sul tema del rifinanziamento del sistema bancario, infatti, Draghi ha annunciato che la Bce continuerà a condurre le operazioni pronti contro termine settimanali con la modalità ‘a rubinetto’ e a tasso fisso almeno fino alla fine di giugno del 2014, mentre sui problemi di finanziamento delle piccole e medie imprese, per le quali è visibile un “deterioramento delle condizioni di credito” in molti paesi della zona euro, ha spiegato che l’istituto centrale ha deciso di avviare delle consultazioni con altre istituzioni europee per aiutare il mercato delle cartolarizzazioni a favore delle Pmi.

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