Il saccheggio di risorse pubbliche rappresentato da alcune retribuzioni nella Pubblica Amministrazione si può riassumere in alcune cifre… Come gli stipendi dei docenti della scuola di formazione del Mef o della scuola superiore della Pa: si arriva ai 300.000 euro all’anno.

Soldi che finiscono nelle tasche di dirigenti di lungo corso come Francesco Tomasone, Vincenzo Fortunato, Giuseppe Nerio Carugno, Marco Pinto. Ovviamente non sono casi isolati…

E non è una questione solo di una ventina di super-manager pubblici. Intere categorie della pubblica amministrazione sono state strapagate. I dati del 2012 non hanno bisogno di commenti. Alla presidenza del Consiglio nessuno guadagna meno di 40.000 euro lordi, ed il 16% ha uno stipendio che supera gli ottantamila. Il 16% dei dipendenti contro il 2% in media degli altri ministeri.

Va ancora meglio nelle autorità indipendenti: al loro interno il 43% ha uno stipendio che supera gli 80.000 euro lordi. Il top è rappresentato da magistrati e diplomatici: il 90% della prima categoria guadagna più di 80.000 euro lordi – la media è addirittura pari a 149.000 euro -, mentre nella seconda categoria guida questo livello retributivo viene raggiunto nel 96% dei casi.

E ovviamente nessuna progressione e differenziazione in base ai risultati raggiunti (o alle responsabilità esercitate)… Insomma, il governo Renzi ha un compito quasi impossibile

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