Il 27 luglio del 2014 la Costa Concordia ha finito il suo ultimo viaggio con il suo arrivo a Genova. Cosa sta succedendo in questi giorni? Dopo la ricerca dei resti della sola vittima di cui non sono stati ritrovati i resti – si chiamava Russell Rebello - si procederà alle fasi di demolizione e riciclo della nave.

Queste operazioni saranno gestite dal consorzio Saipem e San Giorgio del Porto. Il loro lavoro durerà quasi due anni – esattamente 22 mesi – e porterà nelle loro casse circa 100 milioni di euro. Durante tutto il periodo, le aree che ospiteranno il relitto saranno dotate di barriere di contenimento, che eliminino il rischio di rilascio e dispersione nell’ambiente di sostanze inquinanti.

Per questo le barriere avranno una parte galleggiante, ed un’altra che arriverà fino al fondale, e saranno accoppiate ad un monitoraggio continuo delle acque e dei sedimenti marini. In una prima fase si procederà ad un alleggerimento della nave, ottenuto attraverso la rimozione di arredi interni e degli allestimenti dei ponti esterni – e si partirà ovviamente da quello più alto.

Queste operazioni permetteranno di ridurre il pescaggio del relitto e consentire il trasferimento del relitto al Molo Ex Superbacino, dove continueranno le operazioni di alleggerimento con lo smantellamento delle strutture dei ponti. La fase successiva – la tre – sarà caratterizzata dalla rimozione dei cassoni, la pulizia delle cambuse e delle cellule frigo.

A questo punto i resti della nave verranno trainati al bacino di carenaggio numero quattro. Qui verrà completato lo smantellamento, che comprenderà il trasporto per lo smaltimento o il recupero dei materiali derivanti dalla demolizione del relitto.

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