La manovra di agosto vuole essere una legge che riequilibra la finanza pubblica anche attraverso la lotta all’evasione fiscale. I provvedimenti in campo, in questo senso, sono legati all’aumento dell’Ires, l’imposta sul reddito d’impresa, pagata anche dalle società di comodo.Alcune persone, in genere con un reddito molto elevato, per usufruire di beni di lusso senza pagare molte tasse, li intestano a delle società.

Queste realtà “imprenditoriali” sono avviate con l’esclusivo obiettivo di evadere la tassazione da parte del contribuente.

In pratica sono società che non esercitano un’attività economica ma offrono una copertura e le agevolazioni economiche collegate ad essa ai cosiddetti furbetti. Per esempio un’impresa ha molti costi deducibili, tra cui rientrano anche i canoni di locazione degli immobili.

Per pagare meno tasse, un contribuente può intestare l’affitto di un immobile ad una società di comodo e dedurre i costi.

Con la riforma di Tremonti l’Ires aumenta di 10,5 punti percentuali arrivando al 38%. Una pressione che non potrà essere abbattuta, per l’appunto, con gli oneri deducibili.

Il fisco quindi chiama società di comodo quelle non operative usate come copertura.

Nel tempo sono stati fissati dei veri parametri per l’individuazione di queste realtà: per esempio si è stabilito che è impossibile che una società che affitta immobili ed ha partecipazioni in altre società, non abbia ricavi adeguati a sostenere tali spese.