La Corte dei Conti, tramite il suo presidente Luigi Giampaolino, in un’audizione alla Camera ha spiegato che sui contribuenti fedeli il peso esercitato dalla tassazione è eccessivo. Ecco il dettaglio dell’intervento.

Gli italiani lo dicono sempre: si pagano troppe tasse nel nostro paese e spesso si lamentano perché quello che pagano non è trasformato in altrettanti servizi. A mettere il carico su questa sensazione c’è una relazione della Corte dei Conti alla Camera.

Il peso delle tasse supera il 45 per cento e questo gravame indebolisce i contribuenti che pagano regolarmente il loro debito con l’erario. Il tutto senza considerare che la strategia del governo sembra orientata ad aumentare ancora un po’ il prelievo fiscale.

Gli strumenti in possesso di chi sceglie la politica fiscale italiana, sono molti e tra i grimaldelli per sollevare un po’ il livello del denaro nei forzieri statali c’è anche il taglio alle spese.

Giampaolino spiega che le manovre economiche fino al 2011 sono state “spinte” dall’emergenza della crisi economica ed hanno privilegiato l’aumento delle tasse piuttosto che i tagli “desiderabili” delle spese. La CGIA di Mestre aggiunge che con il passaggio dell’Iva al 23% la pressione fiscale effettiva dovrebbe arrivare anche al 54,5%.

In un anno, sostiene il presidente dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese, c’è stato un aumento delle tasse del 2,5%.