All’inizio di settimane i quotidiani e buona parte della rete hanno scritto che la Commissione Europea ha stimato che la corruzione costi allo Stato ogni anno 60 miliardi di euro. In realtà si tratta di una bufala che è stata scoperta per la prima volta dal blog Quattrogatti nel 2012 (ma pochi si sono filati le loro argomentazioni).

Prima di tutto bisogna rilevare che la tanto vituperata Commissione in realtà non fa nessuna stima, ma rimanda a quanto avrebbe affermato la Corte dei Conti italiana. L’organo italiano non ha mai detto nulla del genere, in un’occasione, nel febbraio del 2012, il procuratore generale Lodovico Principato. , aveva sollevato dubbi sulla stima effettuata dal SAeT del Dipartimento della Funzione Pubblica sul livello di corruzione italiana – i famigerati 60 miliardi di euro -, perché se così fosse l’Italia avrebbe lo stesso livello di corruzione dell’insieme degli altri 27 paesi della Ue…

Questa stima è contenuta pure in una relazione al parlamento del 2 marzo 2009 fatta dall’allora ministro Renato Brunetta, che su tale valore scrive che “Le stime che si fanno sulla corruzione, 50-60 miliardi all’anno, senza un modello scientifico diventano opinioni da prendere come tali ma che, complice a volte la superficialità dei commentatori e dei media, aumentano la confusione ed anestetizzano qualsiasi slancio di indignazione e contrasto“.

La stessa Pubblica Amministrazione ha smentito questa stima. In una relazione del 2009, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza, lo definisce una “bufala“, e nella sua relazione al parlamento 2010-2011, il Dipartimento della funzione pubblica, definisce questa cifra “fantasiosa”.

Da dove viene questa fantomatica cifra? Probabilmente da uno studio della Banca Mondiale che risale al 2044, e che stimava come il valore delle tangenti in tutto il mondo fosse pari a circa 1 trilione di dollari, ovvero tra il 3 ed il 4% del Pil mondiale. Facendo lo stesso calcolo per l’Italia si otterrebbero i fantomatici 60 miliardi

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